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Nozioni sulle Telecamere : le caratteristiche tecniche che migliorano l’immagine Incominciamo a parlare dell’ elettronica delle telecamere Nelle telecamere troviamo un'elettronica che a prima vista può apparire più o meno densa di componenti. Questi circuiti elettronici provvedono a migliorare la qualità d'immagine , e qui troviamo diversi termini del tipo BLC, AWB, e AGC. Cosa significano questi termini? 1) il BLC è un'importante elaborazione elettronica per le telecamere in consente di compensare il controluce ( Back Light Compensation) . Chi ha macchine fotografiche non professionali sa bene che scattare una foto con il sole di fronte non ottiene una buona immagine infatti i soggetti risulteranno neri quasi non identificabili mentre il panorama risulta illuminato. Il Circuito BLC non elimina questo problema ma risolve gli innumerevoli casi in cui il soggetto rimane troppo scuro rispetto allo sfondo quindi una vera compensazione di luce 2) AWB permette il bilanciamento automatico del bianco ( Automatic White Balance ) delle telecamere . grazie ad esso avremo la taratura automatica il colore di base (Bianco ) della telecamera. Questo perché la luce può assumere diverse tonalità di colore e ciò che magari ai nostri occhi può sembrare una luce uguale a quella solare magari è fatta da una luce alogena che ha una tendenza al blu e quindi l'immagine risulterebbe falsata. 1) l'AGC ovvero Automatic Gain Controll significa controllo automatico del guadagno. Questo circuito permette di amplificare il livello di un'immagine quando è troppo scura. Il risultato è un'immagine dove si distinguono cose che prima risultavano in ombra o nere. Attenzione però a non abusare troppo di questo guadagno perché ogni amplificatore per sua natura amplifica tutto, anche il disturbo e molte volte un'immagine “portata alla luce” contiene dei disturbi tipo brusii di fondo simili ad un canale televisivo sintonizzato male. Questo brusio di fondo è chiamato anche “rumore” e anche senza AGC è presente in quantità più o meno marcata in tutte le telecamere. Il Rapporto tra segnale/rumore viene indicata con un valore S/N (Signal/Noise) che più è alto, migliore è la qualità delle telecamere. Ora parliamo del digitale applicato alle telecamere : Abbiamo già parlato di quanto i sistemi digitali stiano avanzando nella vita quotidiana e i microprocessori che sono il cuore dei computer, oggi vengono anche adeguatamente prodotti per analizzare e migliorare le immagini Questi processori sono i denominati DSP ( digital signal processor) Migliorano tutte quelle funzioni che prima venivano assolte con l'elettronica analogica come BLC , AWB ecc. grazie a questi processori è cambiato il modo di concepire le telecamere che in maniera attiva sono in grado addirittura identificare oggetti anche al buio,auto , targhe automobilistiche ( VEDI i maledetti autovelox )ed effettuare delle elaborazioni interne e restituire dei valori numerici o eccitare relay. Ovviamente stiamo parlando di applicazioni molto particolari che hanno costi molto alti parliamo della alimentazione delle telecamere Quando si sceglie una telecamera dobbiamo capire come le andremo ad alimentare pertanto è importante sapere che ci sono telecamere alimentate a corrente diretta 220V., telecamere a 12V. cc. e telecamera a 24 V La scelta migliore dell’alimentazione cade sulle telecamere a 220 Volt . in modo da poter prendere la corrente dalla prima scatola di derivazione o cavo rete più vicino. Però la mia personale opinione è che sarebbe meglio alimentare le telecamere in bassa tensione (12 VOLTS ) , in modo da non dover necessariamente attenermi a ferree leggi di conformità e certificazione questo ovviamente vale per impianti di video sorveglianza fai date ! la bassa tensione a 12V.é un tipo di tensione che può scorrere nello stesso cavo della canalina con i cavi di segnale senza recare nessun fastidio alla qualità di immagine . Attenzione però a calcolare che il 12 V. in cc accusa un'attenuazione dovuta alla lunghezza del cavo. Perciò assicuratevi di avere all'altro capo di alimentazione una tensione tollerabile nelle specifiche della telecamera. In caso contrario potrete scegliere telecamere a 24 V. dato che la corrente alternata è meno sensibile a cadute di tensione. Un buon alimentatore per telecamere a 12V.cc deve essere stabilizzato quindi non azzardatevi a mettere alimentatori casuali infatti questi tipi di alimentatori generalmente forniscono una corrente non stabilizzata che le telecamere mal digeriscono. Un impianto di alimentazione professione è quello di centralizzare l'alimentazione di tutte le telecamere in campo, verso un unico punto, in modo da poter utilizzare un alimentatore unico e magari di proteggerlo verso tagli di corrente con un gruppo di continuità telecamere cablaggio e cavi Il cablaggio delle telecamere il “vettore” che trasporta il segnale video composito dalla telecamera al monitor o al videoregistratore è il cavo video o cavo coassiale Un cavo video per essere adeguato al trasporto dei segnali deve necessariamente attenersi ad alcuni requisiti. Come prima caratteristica deve avere la stessa impedenza dell'uscita composita delle telecamere ,pari a 75 Ohm. Pertanto nel comprare un cavo video assicuratevi di questo dato,anche perché esistono cavi che si assomigliano, ma che hanno caratteristiche diverse. esempio, il cavo d'antenna televisivo è costruito in maniera simile ma assolve a tutt'altro scopo. Uno dei cavi coassiali più utilizzato per le telecamere è l'RG59 ed è costruito con un'anima di rame intorno al quale è presente del materiale isolante, sopra al materiale isolante è presente la calza composta da una fitta rete di fili di rame trattato. Il tutto è poi rivestito da una guaina in PVC antifiamma o altro materiale plastico che funge da protezione. Esistono anche altri tipi di cavo video per telecamere a 75 Ohm e hanno la caratteristica di avere sezioni differenti. Come il cavo l'RG174 è un cavo per telecamere con una sezione minima ed è particolarmente indicato quando l'installazione in canalina è particolarmente faticosa. Mentre altri cavi come i RG6 ed RG11 hanno sezioni più grosse ma garantiscono tratte molto più lunghe senza perdita di qualità. Una delle domande più classiche su questo argomento è: quanti metri di cavo posso tirare? Questa atavica domanda non ha una risposta certa in quanto trattandosi di segnali elettrici di natura analogica più il cavo è lungo e più il segnale si attenua. Il valore di attenuazione si esprime in dB ( Decibel). Con questo non voglio dire che non sia possibile fare tratte anche più lunghe ma innanzitutto se si vogliono fare le cose in regola bisogna farsi dichiarare dal rivenditore il valore di perdita in dB del cavo, riferita alla banda passante di 4 / 5 Mhz. Un buon cavo RG59 ha un'attenuazione pari a 1,8dB ogni cento metri e dobbiamo considerare che per realizzare un buon impianto tvcc non dovremmo perdere più di 5 dB. Però c'è la necessità di dover fare cablaggi con tratte che vanno al di là della possibilità fisica del cavo coassiale possiamo utilizzare un cablaggio con un cavo twistato. Il cavo twistato è un cavo formato da due conduttori di rame isolati intrecciati tra di loro. Anche questo cavo può essere utilizzato per trasmissione video ma devono essere equipaggiati da un apposito accessorio detto Balun (balanced/unbalanced) che serve a bilanciare il segnale in entrata e riportarlo sbilanciato in uscita. Questo sistema permette di fare tratte anche di 400/500 metri con degli ottimi risultati utilizzando telecamere bianco e nero. Se volessimo superare queste tratte ed arrivare a superare il chilometro dovremmo recuperare dei Balun attivi cioè alimentati.Questa soluzione è particolarmente interessante quando ad esempio volessimo utilizzare cavi già presenti nelle canaline come ad esempio cavi di rete o telefonici non utilizzati. Un'altra soluzione simile ma concettualmente diversa all'uso di balum attivi è l'uso di Trasduttori elettro-ottici che concettualmente si usano come i balum (uno in trasmissione e uno in ricezione), ma utilizzano un altro conduttore: la fibra ottica. Tale fibra ottica non ha limiti di tratta, tanto e vero che si possono superare tratte oltre i 100 Km. e riprendendo i segnali e riamplificandoli si può arrivare a distanze incalcolabili. Qualora si voglia ovviare ad un sistema di videosorveglianza con cavi o cablato si può adottare sistema in Wireless (senza filo). Il sistema in wireless è composto da un trasmettitore con relativa antenna e ricevitore anch'esso con adeguata antenna più la telecamera Per avere ottimi risultati i due sistemi devono non devono essere ostacoli in mezzo e le due antenne si devono “guardare” reciprocamente (punto punto) . Alcuni consigli Durante la fase di cablaggio attenzione ad evitare che i cavi video vengano affiancati a cavi di rete 220V. 50Hz. o ancor peggio linee di alimentazione trifase per macchine utensili. Infatti è facilissimo trovare intorno a questi cavi dei campi magnetici che per induttanza “travasano” la bassa frequenza 50 Hz. nel cavo video il difetto è notabile attraverso un monitor : larghe linee che scendono dall'alto verso il basso. Altro consiglio è quello di collegare a terra la calza del cavo coassiale sia vicino alla telecamera sia dall'altro capo in modo da avere una efficace schermatura verso campi elettromagnetici di varia natura. Questo ci mette anche ai ripari da eventuali tensioni residue, in circolo nei circuiti, che vengono subito scaricate verso terra. In commercio ci sono telecamere wireless con trasmettitori interni volendo anche una normale telecamera via cavo può trasformarsi in telecamera wiress senza filo in effetti grazie a trasmettitori video aggiuntivi alla telecamera via cavo E' buona norma comunque verificare che collegamenti a terra molto distanti l'uno verso l'altro abbiano la stessa differenza di potenziale altrimenti si rischia di creare noi stessi delle correnti di massa che danneggerebbero immediatamente le apparecchiature. Tali verifiche si possono fare con uno strumento di uso comune come il tester. Ultimo mio consiglio di utilizzare i connettori BNC! By musella vincenzo
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Come scegliere una telecamera ??? Purtroppo i non addetti al settore di sicurezza e videosorveglianza hanno le idee confuse non è facile decidere quale sia la telecamera destinata al loro uso ed esigenze .In molti sono convinti che una sola telecamera magari con un obbiettivo generico riesca a riprendere un'area abbastanza vasta e magari di poter riconoscere il volto delle persone. Per fare un po’ di chiarezza incominciamo a capire come funziona una telecamera e quali sono le possibilità che ci possono veramente dare i risultati desiderati : la telecamera funziona come l'occhio umano dove la luce viene focalizzata verso una superficie sensibile che, nell'occhio si chiama retina, mentre nella telecamera si chiama CCD ( sensore) . Nell’occhio umano grazie al vetrino riusciamo a focalizzare l'immagine mentre nella telecamera dalla lente dell'obiettivo grazie all’obiettivo delle telecamere riusciamo a determinare il tipo di inquadratura ottenuta dalla telecamera. Esistono svariati tipi di obbiettivi per telecamere tvcc che si possono riassumere in grandangolari e teleobbiettivi o zoomati Questi differenti tipi di obbiettivo hanno il compito di ottenere immagini diverse della scena da noi inquadrata con il nostro occhio 4 mm. 8 mm. 12 mm. 25 mm ec.. |
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Come scegliere un obbiettivo per una telecamera ?? Iniziamo dall’obbiettivo grandangolo per telecamere Per inquadrare una vasta zona va usato un obbiettivo grandangolare il quale inquadra da un metro all’infinito purtroppo questo ci farà perdere i dettagli che appariranno molto piccoli. Basti pensare un volto di una persona non sarà riconoscibile se la distanza tra l’obbiettivo grandangolo ed il volto supera i 10 metri Contrariamente se dovessimo riprendere il volto della persona a 10 metri e nello stesso tempo avere molti dettagli dobbiamo usare un obbiettivo che possa zoomare la scena , oppure un obbiettivo direttivo fisso ed in base alla distanza tra l’uomo e l’obbiettivo Chiaramente perderemo tutto ciò che circonda quella scena perché l'obbiettivo è “concentrato” a riprendere quella zona. Qualora ci fosse la necessità di fare entrambe le cose e in alcuni casi è meglio aggiungere delle telecamere in più in modo che una riprenda il dettaglio e un'altra l'intera scena oppure andare sulle speed dome ( telecamere telecomandate a distanza con zoom avanti indietro verticale su e giù) vedi le speed dome per sapere esattamente che telecamera usare e quale obbiettivo montare è importante sapere che esiste una precisa formula matematica che vi dirà esattamente quale ottica usare. X= Coefficiente fisso per 1/4” pari a 3.2 o per 1/3” usare 4,8 L= Larghezza dell'area da inquadrare D=Distanza dell'area da inquadrare X x D : L = Obbiettivo da usare con ccd 1/4” Quindi supponendo di usare una telecamera da 1/3” la formula sarà : 3,2 x 20 : 4 = 16 dovrete quindi trovare un obbiettivo con l'ottica da 16 mm. Esiste anche un’ obbiettivo chiamato varifocal, che può essere adattato alle varie esigenze perché può avere un'escursione interna ed essere usato quando non sapete esattamente quale valore d'ottica quindi vi permette sia immagini a distanza ravvicinata e sia in lontananza come fosse un vero zoom Parliamo di qualità senz’altro usare un sensore ccd progettati per ricreare l'immagine sul ccd esattamente per la dimensione del CCD da 1/3” o da 1/4” di pollice. Un'altra cosa da sapere sugli obbiettivi è conoscere l'IRIS. Come nell'occhio umano è presente l'iride che regola la luce passante, anche nell'obbiettivo è presente l'IRIS che con un diaframma può essere più o meno aperto ed adattarsi alle varie situazioni di ripresa tramite una ghiera posta sull'obbiettivo. Ad esempio se dovessimo riprendere una zona molto illuminata dovremmo regolare l'iris chiudendolo, al contrario se la zona fosse poco illuminata dovremmo regolarlo in maniera più aperta in modo che la luce riesca ad impressionare meglio il CCD. Gli obbiettivi possono essere con IRIS fisso , manuale e automatico |
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Quando dobbiamo eseguire installazioni di telecamere in esterno è sempre consigliabile usare un IRIS automatico( la definizione in genere è autoiris) in quanto le condizioni di luce variano col passare delle ore e quindi qualora l’iris avrebbe una regolazione manuale dovremmo regolare il diaframma di apertura in continuazione . Questo tipo di obbiettivo ci permette di avere sempre la corretta apertura di diaframma quindi anche quando il sole e quindi troppa luce entra attraverso l’obbiettivo avremo una immagine nitida . Prestate però attenzione a quando comprate un obbiettivo Auto-iris ,accertatevi che la vostra telecamera sia compatibile con il tipo di obbiettivo, dato che esistono due tipi di auto-iris : Video-Drive e Direct-Drive. Sull'obbiettivo auto-iris sono presenti anche due regolazioni che normalmente sono già tarate dal costruttore: il Level e l'ALC. Il level corregge la luminosità dell'obbiettivo mentre l'ALC consente una compensazione della luce entrante in modo che se esistano fonti luminose nell'inquadratura il soggetto non risulti troppo scuro o addirittura nero. Videosorveglianza tecnologie conoscere l’obbiettivo per telecamere A questo punto arriviamo a parlare di un altro elemento indicativo che compare sui dati tecnici di un obbiettivo: F-number ,ovvero il rapporto che c'è tra apertura del diaframma e tipo di lente montata nell'obbiettivo delle telecamere . I costruttori di lenti indicano oltre ad altri dati anche il numero F dato che una buona lente può far fare una bella figura ad una telecamera. In altre parole se state scegliendo una telecamera estremamente sensibile per riprese in penombra o notturna è importante scegliere una basso valore di F per evitare che si perda quanto di buono acquisito dalla telecamera. Una menzione va fatta per una categoria di obbiettivi chiamati “Asferici” che utilizzano lenti speciali con maggiori guadagni luminosi. Quando la luce bianca, composta da una miscela di colori, entra in una lente, l'indice di rifrazione visto dalle singole componenti cromatiche varia leggermente, variando l'angolo con cui esse emergono dall'altro lato della lente. Se la luce viaggiava parallela all'asse ottico le singole componenti cromatiche vengono concentrate (per effetto della sfericità della lente) in differenti punti focali, dando vita alla cosiddetta aberrazione cromatica che risulta essere una sorta di arcobaleno. Per ottenere una focale puntiforme e ridurre quindi le aberrazioni cromatiche si deforma la superficie sferica della lente, conferendogli un aspetto a campana (asferico), dando vita a quella che viene definita lente asferica che permette di ottenere angoli di visuale più ampi, minime distanze di osservazione e un ridotto numero di elementi ottici correttivi (dimensioni più compatte) e maggiore luminosità. Gli obiettivi asferici vengono normalmente utilizzati nelle applicazioni in cui è richiesta un'alta risoluzione e un alto contrasto. Con l'avvento della video registrazione digitale la domanda di obiettivi ad alta risoluzione è in costante aumento: gli obiettivi asferici rappresentano oggi un nuovo standard di eccellenza. Particolare attenzione è stata posta nella definizione dei contorni delle immagini. Il miglioramento ottenuto è pari a circa il 50% di risoluzione (rispetto agli obiettivi di tipo convenzionale). Obbiettivi all’infrarossi In questa sezione dobbiamo menzionare anche una categoria di obbiettivi che sono necessari qualora la scena debba essere illuminata da sorgenti all'infrarosso oppure quando la scena viene illuminata da fari con lunghezze d'onda diverse da quelle della luce solare. Questi particolari obbiettivi di telecamere si chiamano “Obbiettivi IR” che si montano su tutte le telecamere Bianco/nero e colore“Day and Night” e servono a far si che il soggetto rimanga a fuoco anche se la sorgente di illuminazione passa da luce solare a quella infrarossa. Infatti bisogna ricordare che il soggetto è messo a fuoco quando l'immagine cade perfettamente sul CCD se si forma prima o dopo l'immagine sarà sfocata. Potrebbe succedere che in condizioni di luce diurna il soggetto sia ben a fuoco e voi sul vostro monitor lo vediate con contorni ben definiti, mentre al sopraggiungere della sera si accendono i fari a luce artificiale, ed il soggetto risulti sfocato perché la differenza di lunghezza d'onda è differente e l'immagine non cade più perfettamente sul CCD. Abbiamo quindi introdotto un altro argomento la messa a fuoco dell'obbiettivo. Sull'obbiettivo sono presenti due ghiere una è quella che regola il diaframma e l'altra regola il fuoco. Agendo su questa ghiera faremo si che l'immagine da riprendere sia perfettamente allineata all'asse del CCD. Praticamente la messa a fuoco di una telecamera si esegue con un monitor collegato alla telecamera già messa in posizione definitiva, ma molte volte questo non è possibile. Alternativamente si può pre tarare la telecamera in laboratorio cercando di simulare la distanza del soggetto che dovremmo poi andare a riprendere. Videosorveglianza telecamere e le varie tecnologie : cosa vuol dire sensore ccd ???? Passiamo ora a descrivere un componente principale della telecamera il CCD. Come abbiamo detto in precedenza questo componente è la rètina elettronica della telecamera sulla quale si forma l'immagine. Letteralmente CCD è l'acronimo di dispositivo accoppiatore di carica infatti traduce in impulsi elettrici la luce che colpisce i migliaia di elementi sensibili che compongono un CCD. . Il sensore ccd è costituito da questi numerosissimi sensori che vengono interrogati continuamente dall'elettronica di controllo della telecamera per ricostruirel'immagine. La lettura dei vari elementi avviene riga dopo riga come se un pennello elettronico passasse da sinistra a destra, fila dopo fila, per rilevare il valore di ogni singolo elemento. Questo vale per un ccd in bianco e nero, mentre per unccd a colori occorre sapere qualcosa di più. Come alcuni di voi sapranno un'immagine televisiva a colori è composta da numerosissimi puntini di diverso colore, come in un quadro neo-impressionista e ci dà l'impressione di omogeneità. Ma se guardiamo attentamente vedremmo per l'esattezza punti rossi (Red o R) , verdi (Green G) e blu (Blue B) e quindi bisognerà suddividere l'immagine in queste componenti e far in modo che il ccd possa fornire le esatte componenti cromatiche all'elettronica della telecamera che poi le invierà al monitor. verde è presente per il 50% Tra i vari sensori CCD disponibili ne esistono di diverse dimensioni tra cui troviamo quelli da 1/2”, da 1/3”, da 1/4” e ultimissima generazione da 1/6” di pollice. Verrebbe spontaneo dire che più grande è la superficie del ccd più è qualitativa l'immagine. Questo in linea di massima è vero, ma la miniaturizzazione elettronica ci dimostra quotidianamente che quello che ieri veniva costruito con certe dimensioni oggi si costruisce con prestazioni uguali o superiori nella metà dello spazio. Comunque anche se il ccd è un elemento importantissimo nella qualità d'immagine ottenuta, praticamente potrete trovare telecamere che con ccd da 1/3” di pollice lavorano meglio di camera con ccd da 1/2” . Questo perché esistono diversi produttori di CCD tra qui Sharp, Panasonic e Sony che costruiscono diverse fasce economiche di CCD. Oltretutto non va dimenticato che dietro al sensore ccd esiste un'elettronica che determina anch'essa la qualità dell'immagine. 25% Rosso 25% Blu 50% Verde A questo punto abbiamo compreso il funzionamento del CCD e abbiamo anche compreso che il sensore CCD ha diverse migliaia di punti sensibili disposti in un fitto reticolo che ,digitalmente, vengono anche chiamati pixel. Va da se che più sono i punti/sensori più è alta la definizione del CCD. Ma guardando le caratteristiche delle telecamere qualcuno di voi obbietterà: ma le definizione delle camere è espressa in linee… come mai qui si parla di punti ? L'osservazione è corretta ma introduce un bel argomento: Gli standard televisivi. Sempre più spesso nel comprare apparati di sicurezza e di videosorveglianza troviamo manuali e descrizione dei prodotti con termini in inglese a volte non comprensibili per chi non è un professionista del settore della tecnologia ora tenterò spiegare alcuni concetti : In Italia si sente parlare di televisori in Pal Color ,ma in giro per il mondo questi standard variano e sono identificati con altri acronimi : Secam e NTSC. Lo standard PAL ( Phase Alteration Line) definisce che le linee orizzontali debbano essere 625 e i fotogrammi ( detti anche frames ) generati 25 al secondo (tempo reale di filmato ) Lo standard NTSC ( National Television System Committee ) invece è usato in USA e Giappone e stabilisce che le linee debbano essere 525 e 30 i fotogrammi al secondo. Poi ci sono i francesi, che amano farsi le cose in casa, ed hanno adottato un loro sistema “SECAM “ ( Systeme Electronique Couleor Avec Memoire ) ma noi non ci soffermiamo sullo standard secam Se ricordate ho parlato di una specie di pennello elettronico che legge le fila di sensori del sensore ccd, queste informazioni debitamente elaborate dall'elettronica della telecamera vengono “iniettate” nel cavo coassiale secondo un preciso standard trasmissivo chiamato Video composito che rispetta le normative dettate dal C.C.I.R. (Consultative Committee for International Radio). Questo segnale è di natura elettrica la cui ampiezza è misurabile tramite oscilloscopio ad 1 Volt picco/Picco. Senza entrare troppo in particolari di natura tecnica e come se le linee lette una dopo l'altra sul CCD, vengano trasmesse nel cavo coassiale all'ineandole come un treno composto da tanti vagoni. In altre parole un'immagine è composta da 625 linee trasmesse su di una rotaia (cavo) sulla quale passa un treno di 625 vagoni , 25 volte al secondo. Abbiamo così l'illusione che i singoli fotogrammi ricomposti sul nostro monitor abbiano la parvenza di una sequenza fluida cinematografica.
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